giovedì 17 luglio 2014

CAMBIAMENTO DEL BLOG: NON E' PIU' IL BLOG DEL CANDIDATO ALLE ELEZIONI COMUNALI

Penso che sia venuto il momento di cambiare il nome a questo mio blog "candidato alle elezioni..." non ha più senso, ma vorrei tenerlo aperto come luogo di possibile discussione/comunicazione/informazione sulle questioni politiche di cui comunque continuo ad occuparmi. Un po' alla volta lo modificherò in questo senso anche graficamente, ma intanto pubblico una nota che ho scritto in merito al lavoro svolto dagli insegnanti, all'orario e alle attività contrattualmente previste.

MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI? E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?

https://www.facebook.com/notes/paolo-romandini/ma-quanto-lavorano-in-realta-gli-insegnanti-e-davvero-un-privilegio-il-loro-orar/10202336961327345

MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI? E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?

15 luglio 2014 alle ore 12.42
MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI?
E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?
(Paolo Romandini, Padova, luglio 2014)

1)     PREMESSA
Mi è stato chiesto in questi giorni quali siano davvero i doveri contrattuali di un docente italiano, a norma di CCNL e nella realtà delle scuole italiane, per capire se siamo davvero dei privilegiati. Ho provato a fare una sintesi dal mio punto di vista, di insegnante e rappresentante sindacale (RSU) nella mia scuola (una scuola superiore di Padova).
Preciso che ho voluto appositamente evitare di affrontare tutti i problemi della scuola (entità degli stipendi e contratto bloccato,riforma Gelmini e tagli di organico, contenuti e qualità degli studi, questione della valutazione e del merito, prove INVALSI, le questioni relative al personale A.T.A. ovvero il resto del personale non docente, ecc.) per attenermi alla questione posta, e in poche pagine.
2)     CHI SONO I DOCENTI SECONDO IL CONTRATTO SCUOLA
Il CCNL vigente (2006-2009 tutt'ora non rinnovato e quindi ancora valido oggi) si occupa dei docenti specialmente al Capo IV, negli articoli dal 24 al 43, oltre a diverse altre parti con norme comuni al resto del personale della scuola.
I docenti vanno innanzitutto distinti tra scuola dell’infanzia (una volta definita materna), primaria (un tempo le elementari),secondaria di primo grado (scuola media) e di secondo grado (lesuperiori),suddivisi questi ultimi dal punto di vista economico in diplomati e laureati. Inoltre c’è il personale educativo dei convitti. Altra distinzione va fatta tra personale a tempo indeterminato (diruolo) e determinato (i supplenti,che possono avere contratti temporanei brevi o fino al termine delle lezioni o per l’intero anno scolastico).
Già qui è il caso di chiarire che l’anno scolastico non coincide con il termine delle lezioni: il primo va dal 1 settembre di ogni anno al 31 agosto del successivo. Invece il termine delle lezioni è fissato,con l’intero calendario delle festività, da ogni regione in circa 33 settimane di lezioni effettive (che non possono essere inferiori ai 200 giorni), e generalmente le lezioni iniziano tra il 10-20 settembre e finiscono entro il 7-10 giugno a seconda anche dei giorni festivi o domeniche. Dopo la fine delle lezioni iniziano gli scrutini finali (che per l’intera scuola durano circa 1 settimana, mattina e pomeriggio, e che sono obbligo di servizio per i docenti e quindi non conteggiati in alcun monte ore, anche se durassero 20/30 ore, ad esempio; ovviamente le ore di scrutinio dipendono dal numero di classiche un docente ha; generalmente si oscilla tra le 3-4 classi fino alle 9, per gli insegnanti che fanno lezione 2 ore per classe). Il caso degli insegnanti di Religione Cattolica (IRC) va considerato a parte, sia perchè contrattualmente molti sono stati recentemente parificati al personale di ruolo ma altri hanno diritti paragonabili al personale precario, sia perchè avendo 1 ora per classe alla settimana (a parte il primo ciclo) hanno generalmente 18 classi e quindi molti scrutini da svolgere. Ovviamente gli scrutini intermedi si fanno anche a fine trimestre (dicembre/gennaio) o quadrimestre(febbraio) e il tutto va moltiplicato per tutti per 2 o 3, a seconda della scelta delle scuole.
3)     LA FUNZIONE DOCENTE NEL CONTRATTO E L’ORARIO FRONTALE
La funzione docente (art.26) si articola in attività di insegnamento (art.28), attività funzionaliall’insegnamento (art.29), attività aggiuntive e ore eccedenti (art.30). Poi esistono alcune attività particolari come le Funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa (POF) e i collaboratori del dirigente scolastico (conosciuto familiarmente come preside) e altri tipi di collaborazioni meno diffuse.
La prima di queste attività, di insegnamento, è stabilita dal CCNL in 25 ore settimanali per i docenti delle scuole d’infanzia, 22 ore per la primaria (a cui vanno aggiunte anche 2 ore obbligatorie per la programmazione), e 18 ore per la secondaria.
Se un docente non completa totalmente tali orari con ore frontali di lezione (ad esempio perchè in quella scuola ci sono meno classi da coprire rispetto al numero esatto di ore) o gli viene assegnato un completamento orario in un’altra scuola (o anche altre 2-3, più spesso questo accade nella secondaria) o resta ‘a disposizione’ della prima scuola per svolgere obbligatoriamente attività necessarie (assistenza alla mensa,corsi di recupero o altre attività decise dal collegio docenti, supplenze dei colleghi assenti per pochi giorni; questo vale specialmente per la primaria, ma non solo).
Questo è il cosiddetto orario frontale (lezioni con le classi di alunni, nell’orario obbligatorio), quello che generalmente si considera l’unica attività degli insegnanti.
4)     LE ATTIVITA’ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO (IL SOMMERSO)
Invece ci sono anche le attività funzionali, in parte quantificate dal CCNL e in parte no. Queste attività sono definite dall’art.29“di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate” da essi. In pratica qui sta il cosiddetto lavoro sommerso dell’insegnante, che solo in parte può essere svolto a scuola.
Tali impegni vengono distinti in adempimenti individuali (preparazione delle lezioni e delle verifiche, e relativa correzione, rapporti con le famiglie) e collegiali. Queste ultime sono le uniche quantificate dal contratto nazionale: per le riunioni del Collegio docenti (tutti i docenti di ogni scuola) e le sue articolazioni (ad esempio gruppi di materie o la consegna delle pagelle alle famiglie a fine quadrimestre nella primaria) c’è un tetto massimo annuale di 40 ore (oltre le quali si potrebbe accedere a retribuzione aggiuntiva, si veda oltre). Altre 40 ore massime sono poi dovute per i consigli di classe (o interclasse, alla primaria)che possono essere molto variabili, come detto sopra, a seconda del numero di classi di un docente. Oltre a queste 80 ore vanno aggiunte le ore di scrutini ed esami, non quantificate ma obbligatorie. Sono poi considerati obblighi contrattuali dovuti la vigilanza degli alunni all’entrata a scuola, all’uscita e durante l’intervallo, nonchè il ricevimento delle famiglie degli alunni, generalmente 1 ora alla settimana più un paio di incontri all’anno per un intero pomeriggio.
Infine ci sono le attività aggiuntive e le ore eccedenti. Queste sono volontarie e regolate dalcontratto d’istituto (esistente dall’anno 2000, e sottoscritto da dirigente e RSU, ed eventualmente anche dai sindacati territoriali di categoria, dopo più o meno facili trattative sui diversi temi contrattuali, svolte generalmente fuori dall’orario di servizio e ovviamente non retribuite).
Quest’ultimo genere di attività (aggiuntive ed eccedenti) non sono obbligatorie (e quindi sonoretribuite in aggiunta allo stipendio base, attraverso il cosiddetto Fondo d’Istituto o appositi fondi specifici) e consistono in attività molto differenti, decise autonomamente da ogni singola scuola. In generale si articolano in 3 grandi categorie: attività progettuali, iniziative di recuperodegli alunni in difficoltà (confondo ulteriore per le scuole superiori per i cd. corsi di recupero) e attività aggiuntive funzionali all’insegnamento. I progetti possono riguardare la salute, l’orientamento, la biblioteca, l’informatica, certificazioni linguistiche, attività sportive, artistiche, culturali di ogni tipo, e sono rivolte agli studenti.Le attività funzionali hanno invece carattere più organizzativo (coordinatori di classe e di dipartimento, verbalizzanti, responsabili di plesso o di laboratorio, ecc.) oppure compensano particolari disagi lavorativi (servizio su più sedi scolastiche, orari particolarmente disagevoli o notturni/festivi, carichi di lavoro legati all’organizzazione del lavoro,ecc.).
5)     LE ATTIVITA’ AGGIUNTIVE E LA LORO RETRIBUZIONE
Alcune di queste attività sono comunque dovute (o meglio nella scuola qualcuno le deve svolgere ma il singolo docente può accettare o meno di svolgerle; però ad esempio non ci si può rifiutare di andare a lavorare in una sede succursale oppure il verbale delle riunioni va comunque scritto da un docente) e verrebbero comunque svolte da qualcuno anche senza retribuzione. Il Fondo d’Istituto quindi non fa altro che riconoscere a chi fa qualche cosa di più degli altri colleghi un compenso economico. Un ulteriore problema degli ultimi anni è che, a fronte di una miriade d attività nuove e vecchie, il fondo da cui attingere tale compenso è stato pesantemente decurtatodagli ultimi governi, fino ad arrivare ad essere un quarto/un quinto di quanto ammontava anni fa. Quindi il personale della scuola continua a fare i vecchi lavori (più molti altri aggiuntivi) ma con compensi aggiuntivi irrisori: per fare qualche esempio si può retribuire un’attività poco impegnativa anche soltanto con 17,50 € lordi (oppure 35 o 50€) per l’intero anno scolastico. Viceversa altri lavori aggiuntivi vengono retribuiti anche 2-3000 € (sempre lordi, grosso modo resta in tasca poco più della metà). Comunque questo è l’ordine di cifre (a parte casi molto particolari di scuole dove qualche docente accumula anche 10-15.000 € aggiuntivi annui, ma lì la responsabilità è della contrattazione d’istituto).
In conclusione l’orario di servizio, ovvero il tempo che un lavoratore della scuola è tenuto a svolgere a scuola, non coincide con l’orario di lezione, perchè comprende tutte quelle attività aggiuntive o funzionali, in larga parte dovute e solo in qualche caso retribuite in più.
6)     IL CALENDARIO SCOLASTICO E I FAMOSI 3 MESI DI VACANZA
Anche riguardo al calendario scolastico, come già accennato sopra, occorre precisare che il personale docente non è a scuola solo quando ci sono gli studenti, ma anche dopo la fine delle lezioni, per scrutini,esami, corsi di recupero, attività varie (a giugno e parte di luglio) oppure prima dell’inizio delle lezioni di settembre (alle superiori ad esempio a fine agosto si completano i corsi di recupero, si svolgono le verifiche degli alunni con ‘giudizio sospeso’ e si correggono, e si fanno gli scrutini) e infine si iniziano ai primi di settembre le riunioni collegiali, le commissioni, i consigli di classe, per programmare le attività di tutto l’anno scolastico. Generalmente in questo periodo si fanno anche eventuali corsi di formazione o aggiornamento, poichè non si possono sospendere le lezioni durante l’anno per questi motivi (un singolo docente può chiedere fino a 5 giorni per tali motivi ma è evidente che non possono contemporaneamente fruirne in tanti).
Quindi i famosi 3 mesi di vacanza degli insegnanti non li vede nessuno: tra metà luglio e fine agosto c’è circa 1 mese e mezzo,certamente più di quanto durano le ferie di molti altri lavoratori, ma non certo 3 mesi. Poi è vero, esistono le vacanze natalizie (circa 15 giorni) e le vacanze di Pasqua (meno di 1 settimana, da diversi anni). A questa distribuzione delle ferie e dei periodi disospensione delle lezioni occorre precisare che i docenti non possono prendere giorni di ferie durante l’anno scolastico (solo permessi per particolari motivi) dato che la scuola non può sostituirli con pagamento di supplenti. Esiste la possibilità teorica di fruire di 6 giorni di ferie, a condizione che ciò non comporti oneri economici per la scuola (in pratica si dovrebbero trovare dei colleghi che gentilmente attuano uno scambio di ore nei giorni necessari, ma poi tali ore vanno recuperate, generalmente in supplenze, capitolo dove le scuole hanno sempre carenza di disponibilità).
Da tutto questo ho lasciato fuori, perchè il contratto nazionale non ne parla in maniera specifica, legite scolastiche (che non prevedono retribuzione aggiuntiva ma molte responsabilità), gli eventuali incontri con équipe mediche o di psicologi o di assistenti sociali (per gli alunni con problemi di qualche tipo), gli incontri informali con familiari sempre con casi particolari (che aumentano sempre più nella scuola odierna, basti pensare ai disturbi dell’apprendimento, alle situazioni di handicap psicofisico, ai figli delle famiglie nomadi, ai figli degli immigrati da altri Paesi che spesso non conoscono la lingua italiana, ecc.). Tutto ciò non è retribuito a parte e l’orario è definito puramente dalla disponibilità umana del singolo docente.
7)     RIEPILOGO DELL’ORARIO SETTIMANALE (MEDIO)
Provando a riepilogare il carico orario di lavoro settimanale di un insegnante italiano (considero un docente di scuola secondaria poichè è a quelli che ci si riferisce quando si parla delle famose 18 ore e dopo aver chiarito che non tutto può essere scritto sul contratto nè nazionale nè d’istituto e che il discorso varia molto per secondaria, primaria e scuole d’infanzia –in queste ultime il calendario di attività con i bambini,tra l’altro, comprende interamente i mesi di giugno e settembre- che hanno comunque un orario settimanale frontale superiore: 22 e 25, rispettivamente):
-18 ore di lezione frontale con le classi;
-1 ora di ricevimento (più la frazione dei ricevimenti generali pomeridiani);
-2 ore settimanali: la frazione delle 80 ore collegiali dovute (80 : 10 mesi –da settembre a giugno- e diviso per le 4 settimane di 1 mese
-la quota di scrutini (facendo una media di 6 classi e 2 quadrimestri, circa 1 ora e mezzo a scrutinio: 18/20 ore all’anno, pari a mezz’ora alla settimana (da 0,2 a 0,7 se si hanno da 3 a 9 classi)
-vigilanza alunni (entrata, uscita, intervallo): 1 ora/settimana
- per la preparazione delle lezioni supponiamo una media di 4 ore di lezione al giorno e che bastino 15 minuti per classe (molto opinabile,ma supponiamo che delle volte si perdano ore e altre volte 5 minuti siano sufficienti), per 5 giorni, ovvero circa 200 ore all’anno: 5 ore/settimana
- per la correzione/preparazione dei compiti (molto variabile, a seconda anche della materia e delle persone), ipotizziamo 15 minuti per compito di ogni alunno e una media di 25 alunni per classe, 3 verifiche a quadrimestre (spesso sono di più), e solo 5 classi (in genere chi ha l’obbligo dello scritto ha meno classi, ma non sempre) fanno 4 ore e mezza/settimana(media molto ottimistica ma da considerare per tutte le settimane da settembre a giugno, e non in tutti i mesi si fanno verifiche) pari a quasi 200 ore/anno
-calcoliamo 1 sola ora media settimanale per l’insieme delle attività di preparazione delle riunioni collegiali (consigli, collegio, commissioni) escludendo chi ha incarichi particolari di coordinamento o altro, perchè le attività aggiuntive sono retribuite a parte con il Fondo d’Istituto.
-infine calcoliamo 1 ora/settimana per relazioniiniziali di programmazione e finali, tenuta registri, lettura delle circolariinterne e di proposte di attività da enti esterni e simili.
Tutto ciò fa 34 ore.
Non ho considerato appositamente gli esami e i corsi di recupero (perchè alle superiori sono retribuiti a parte, ma comunque sono lavoro sonante) nè tutti i tipi di attività funzionali aggiuntive (per la stessa ragione), nè quelle di aggiornamento (perchè troppo variabile individualmente), nè il tempo necessario per la scelta dei libri ditesto che richiederebbe un’attenta lettura, nè quelle attività non quantificabili di rapporti con persone/enti esterni alla scuola. Lascio all’immaginazione di chi legge una stima della quantità oraria settimanale.
Prima di arrivare alla questione delle 36 ore, occorre aggiungere che ogni 2-3 ore di lezione in più imposte a ciascun insegnante mediamente verrebbe assegnata una ulteriore classe, perchè questo è l’obiettivo del risparmio: far insegnare in un numero maggiore di classi ogni docente per pagare meno personale. Quindi non sarebbero solo le 18 ore (scuola secondaria) ad aumentare, ma anche tutto quanto implica avere 1 o 2o 3 classi in più (trascuriamo la qualità della relazione umana con gli alunni e la capacità di ri-conoscere fisicamente 300 ragazzi, =12 classi x 25 alunni,quando non sono 30-32): consigli di classe, scrutini, esami, correzioni, preparazione lezioni, colloqui famiglie, ecc.
8)     MA SAREBBE POSSIBILE LAVORARE DENTRO ALLE SCUOLE 36 ORE?
Infine va toccato l’ultimo aspetto: sarebbe possibile svolgere a scuola tutte queste attività, all’interno di 36 ore settimanali, oltre le quali l’insegnante non dovrebbe più far nulla per il lavoro una volta uscito dall’edificio scolastico?
Al di là del fatto che molte delle attività citate non possono sempre svolgersi in orari definiti o d’ufficio,  dal punto meramente logistico occorrerebbe che nel singolo edificio scolastico sussistessero alcune condizioni, finora mai viste nelle scuole italiane. Un luogo fisico dove appoggiarsi per scrivere,leggere, usare il pc, correggere compiti, avere i libri necessari e il materiale non solo cartaceo per la preparazione delle lezioni (computer,audiovisivi, LIM, enciclopedie, vocabolari, talvolta testi universitari). Si dovrebbe forse lavorare sui banchi degli alunni e sulle loro seggioline? anche col pc? perchè non esistono uffici disponibili, le stesse aule di una scuola sono in numero decisamente inferiore al numero dei docenti (ad esempio nella mia scuola –abbastanza piccola- ci sono oltre 70 docenti e le aule non arrivano a 30, infatti abbiamo bisogno di una succursale, come la grande maggioranza delle scuole italiane). Il materiale verrebbe poi fornito dalla scuola o come sempre il singolo si dovrebbe comprare carta, penne, accessori informatici e lasciarli a scuola? (dove?) Illuminazione e riscaldamento sarebbero ovviamente necessari per molte più ore delle attuali. Chi fornirebbe il pasto? (almeno quello di mezzogiorno, nella speranza che non occorra fermarsi fino all’ora di cena) pochissime sono le scuole con servizio mensa. E infine: se io non riesco a finire la preparazione delle lezioni dell’indomani entro le 36 ore, cosa faccio? il giorno seguente vado a scuola a dire agli alunni che il mio orario di  lavoro era finito e non posso fare una lezione seria? oppure improvviso qualche cosa ‘a braccio’? è questa la qualità che si vuole dagli insegnanti? finito l’orario, timbrare il cartellino e poi quel che è fatto è fatto, pazienza per gli alunni (e la dignità professionale dei docenti)? E se invece si superassero le 36 ore ‘certificate’dentro l’edificio scolastico, si configurerebbe come lavoro straordinario: si pensa forse di retribuire in più tali ore? o conviene all’Amministrazione lasciar perdere, perchè ci dovrebbe pagare tanto di quel lavoro finora sommerso che la spesa pubblica salirebbe un bel po’?

Padova, luglio 2014                                                                PaoloRomandini

QUASI 1 MESE DI BITONCI SINDACO (DI PARTE) DI PADOVA

https://www.facebook.com/notes/paolo-romandini/quasi-1-mese-di-bitonci-sindaco-di-parte-di-padova/10202239672295180

QUASI 1 MESE DI BITONCI SINDACO (DI PARTE) DI PADOVA

27 giugno 2014 alle ore 22.28
LETTURA DI PARTE (MA DALLA PARTE GIUSTA) DI ATTI, PROVVEDIMENTI, INTERVENTI DEL NUOVO SINDACO.

3 giugno 2014
Non era ancora sindaco, ancora per pochi giorni... 

Bitonci: "Negritudine? E' un movimento culturale"

http://video.gelocal.it/mattinopadova/dossier/videoforum-comunali-padova/bitonci-negritudine-e-un-movimento-culturale/30042/30122

8 giugno 2014
Questa in realtà è una lettera di consigli sulla questione, rivolta al Sindaco, non un atto del Sindaco
Lettera aperta al nuovo Sindaco di Padova (dal Comitato Mura di Padova)
http://www.muradipadova.it/lic/home/35-comunicati-stampa/498-lettera-aperta-al-nuovo-sindaco-di-padova.html
9 giugno 2014
(questa non sarebbe male, ma voglio vedere cosa ne sarà della 'finanza di progetto' tra un po' di tempo, ovvero della costruzione del nuovo ospedale da parte dei privati) 

Padova: Bitonci, nefasto il progetto di nuovo ospedale


16 giugno 2014 

Primo caso in giunta: l’assessore Grigoletto rischia il processo per le firme di Forza Nuova


18 giugno 2014

Rescisso il contratto delle auto blu. Micalizzi: «Risparmio di 3 mila euro»

19 giugno 2014

Vittoria dei commercianti, via i paracarri in via Verdi a Padova

Li aveva piazzati pochi mesi fa la precedente amministrazione per impedire il parcheggio selvaggio  http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/06/19/news/vittoria-dei-commercianti-via-i-paracarri-in-via-verdi-a-padova-1.9452070

24 giugno 2014

Nuova crociata di Bitonci: «Crocifisso obbligatorio in scuole e locali pubblici»


25 giugno 2014

Bitonci ordina lo stop alle palestre per il Ramadan


26 giugno 2014
'dimenticanza' nel primo consiglio comunale, di riservare il posto al Presidente della Commissione per la Rappresentanza delle Cittadine e dei Cittadini stranieri residenti a Padova

26 giugno 2014
contrario alla pedonalizzaziione del Portello ristrutturato.

Bitonci al Portello: «La piazza resta, ma metteremo nuovi posti auto»


27 giugno 2014

Profughi a Padova, Bitonci: "Stop arrivi a orologeria"

4 luglio 2014

Lotta ai mendicanti, Saia e Bitonci denunciati