lunedì 9 giugno 2014

La vittoria di Bitonci e la sconfitta di Padova.

Limitandomi al voto padovano e pur sapendo che l'analisi del voto richiederà una riflessione molto più approfondita, butto lì qualche pensiero derivante dalla sconfitta del centrosinistra a Padova.
Non si è colta la grande voglia di cambiamento, a qualsiasi prezzo.
Si è voluto proporre Ivo Rossi alle primarie, subìte più che volute dal PD, dato che Zanonato l'aveva già incoronato suo successore.
La sinistra padovana non è riuscita a proporre un'alternativa credibile a Rossi, dato che il percorso di PD2020 non si è mai allargato davvero a tutte le forze di cambiamento (quello di sinistra, perchè ce ne sono anche altri, di cambiamenti...) e non si è coagulato sul nome di Fiore. Insomma, non si è riusciti a creare a Padova un movimento in stile 'Pisapia'.
Già alle primarie l'affluenza è stata bassa e inoltre Rossi ha vinto, ma non stravinto.
Dopo le primarie la brutta vicenda dell'abbandono della coalizione da parte di Fiore e la troppa rigidità sulle proprie posizioni programmatiche da parte di Rossi. 
Durante le fasi precedenti e successive alle primarie e durante la campagna elettorale vera e propria (esclusi questi ultimi 15 giorni pre-ballottaggio) gli attacchi continui a sinistra da sinistra, a SEL che ha scelto di restare in coalizione, al PD che ha saputo proporre solo Rossi, alla sinistra tutta che non ha saputo unirsi, in una città che contiene diverse anime: una profondamente progressista ma minoritaria, una fortemente di destra, tendenzialmente razzista, xenofoba e reazionaria, e una terza che conserva larga parte dell'ex popolo democristiano, delle parrocchie, delle associazioni sportive, dei bottegai, degli affaristi, che si sposta verso sinistra o verso destra a seconda delle circostanze (se non riesce a portare gli altri verso di sé al centro). E da qualche anno va considerato il movimento grillino, che però non sembra aver sfondato in città.
Poi ecco le elezioni vere e proprie con l'enorme scarto tra voti alle europee e voti per le amministrative: il PD primeggia anche a Padova ma la differenza tra i 2 livelli è di circa il 15% e notoriamente a livello comunale contano molto le persone che si candidano, non solo le grandi idee nazionali, tant'è vero che una volta la sinistra era più forte alle amministrative che non alle nazionali. E poi la lista Tsipras che va bene anche qui da noi, ma lo scarto con i pochi voti delle sinistre (molto) divise alle comunali è rilevante, circa 2000 voti, l'1,5% in meno della lista Tsipras in città.
Molti errori materiali sulle schede (ma sia da una parte che dall'altra) specialmente sul voto disgiunto, un'affluenza al voto discreta per questi tempi, ma un deludente primo posto di stretta misura da parte di Rossi su Bitonci. Piuttosto scarsi i risultati anche di PD2020 (che sperava addirittura di arrivare al ballottaggio e invece si ferma sotto al 10%) e di M5S che non arriva neppure al 10%. Riguardo alla sinistra c'è il modestissimo risultato della candidata sindaca Ruffini con Rifondazione e infine quello di SEL, molto negativo perchè ampiamente inferiore sia in percentuale che in voti assoluti rispetto ai risultati precedenti (amministrative e politiche). Si arriverebbe appena a confermare 1 consigliere, se la coalizione vincesse e se non ci fossero apparentamenti. Invece, fortunatamente, Rossi si apparenta ufficialmente con Fiore (e anche con Colasio, ma questo forse non ha portato aria fresca e nuova alla coalizione); un problema è che non sappiamo quanti elettori di PD2020 abbiano davvero sostenuto Rossi: dopo mesi di attacchi durissimi non era facile accontentarsi del 'meno peggio'. Lo slogan scelto dallo staff del PD (MEGLIO IVO ROSSI) per il ballottaggio non ha certo causato la sconfitta ma lascia trasparire un'inconscia consapevolezza che il nostro candidato sia il meno peggio, non il migliore (qualcuno l'ha definito ipocrita, lo slogan). Una cosa a me è parsa evidente durante la campagna per il ballottaggio degli ultimi 15 giorni: mancava l'entusiasmo che facesse da collante di tutto il popolo del centrosinistra padovano, che mobilitasse davvero. 
E poi una campagna basata più sulla paura dell'avversario che sul valore del nostro candidato: ammetto che anch'io nel mio piccolo ho contribuito ma almeno qualche amico/collega mi ha detto che adesso l'avevo convinto/a ad andare a votare, Rossi ovviamente. Il problema credo sia che questo appello a evitare Bitonci ha funzionato a sinistra ma non in quell'area grigia che non vedeva niente di male se l'ex-sindaco di Cittadella, un leghista doc, avesse portato aria di 'cambiamento' a Padova. Di quale cambiamento, pochi spiegavano, ma in ogni caso non era il rappresentante della vecchia amministrazione, in consiglio da decenni e non troppo carico di carisma personale.
Ieri sera al seggio dove assistevo allo spoglio delle schede non ci riuscivo a credere.... 276 a 249 per Bitonci! fatto il totale delle prime 4 sezioni del mio plesso mi ero tirato su, Rossi in vantaggio di 25 voti su un totale di circa 1000 schede a testa. Pensavo a una battaglia sul filo del rasoio, che si sarebbe giocata su qualche decina di voti in tutta la città, e già questo era un brutto segnale, e invece no: era proprio peggio, avevamo perso, di migliaia di voti, quasi 7000, pari al 7% di scarto tra noi e loro. E così molti che avevano votato al primo turno per liste collegate a Rossi o comunque non per Bitonci, al ballottaggio hanno scelto la destra. Perchè?