lunedì 15 dicembre 2014

Giovedì sera 20,30 quartiere Forcellini, la sinistra padovana si trova per aprire un percorso politico nuovo

a Padova sta nascendo una proposta politica diversa. L'idea nasce dai partiti ma è aperta e orientata a tutti coloro che vogliono dire qualcosa alle prossime regionali, in termini di programmi, di iniziative, di metodi per compilare le liste. Ci vediamo giovedì sera in sala Nilde Iotti alle 20,30. C'è un solo antidoto alla corruzione e alla cattiva politica: la partecipazione.

martedì 29 luglio 2014

Sul nuovo ospedale di Padova.

Istruttivo leggere questo articolo: si sapeva che la questione 'ospedale' era molto complessa e infatti nella recente campagna elettorale ha avuto il suo peso. Qui si capisce che la questione non è 'semplicemente' tra localizzazione a Padova Ovest o sul vecchio, nè viene fatto cenno da alcuno al 'project financing' che metterebbe in mano ai privati la gestione della sanità pubblica. Sicuramente un questione di tale portata meriterebbe un'analisi condivisa davvero con la città, con gli operatori sanitari, l'Università e i rappresentanti sociali, che mettesse da parte gli interessi di bottega di qualsiasi tipo.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/07/28/news/bitonci-zaia-e-il-giorno-del-confronto-1.9670352


Stop al nuovo ospedale di Padova Ovest: Bitonci impone il suo no - Cronaca - il Mattino di Padova
mattinopadova.gelocal.it
Sul tavolo dell-incontro in Regione a Venezia le carte che prevedono una nuova struttura a Padova Ovest e quelle che ipotizzano il rifacimento del vecchio. Prevale la versione del...

sabato 19 luglio 2014

Una interessante sintesi di articoli (e il link al testo più approfondito) di Renata Mannise sui problemi di Venezia ora, dopo il Commissariamento a causa del MOSE.

VENEZIA DEVE USCIRE DALLO STATO DI EMERGENZA DEMOCRATICA E FINANZIARIA PERCHE’ RINASCA LA CITTA’ MIGLIORE
Le vicende, che hanno coinvolto Venezia, sono state, in queste ultime settimane alla ribalta di tutti i media nazionali, ma la Magistratura (che la Venezia migliore invocava da anni) ha, soltanto, disvelato un’articolata rete di corruzione, tangenti e riciclaggio e un mostruoso sistema di potere, realizzato con una massa enorme di denaro pubblico, conferito dallo Stato al Consorzio Venezia Nuova, per finanziare i lavori del Mose, opera non ancora terminata, e considerata da molti, nella migliore delle ipotesi, inutile, in quella peggiore, e con ogni probabilità più realistica, dannosa.
L’arresto e poi le dimissioni del Sindaco Orsoni hanno (com’è risaputo) aperto una crisi istituzionale che ha fatto saltare la Giunta e il Consiglio Comunale e, in questi giorni, ha consegnato la città nelle mani di un Commissario.
Tutto ciò pone la città (è bene ricordarlo) in uno stato di emergenza democratica. Tanto più grave in quanto, con ogni probabilità, la città tornerà alle urne soltanto nel mese di marzo del 2015, nonostante gli esponenti politici veneziani, più attenti e sensibili, da Casson a Bettin, si siano espressi per le elezioni in autunno e la stessa cosa sia stata chiesta a Renzi, martedì 8 luglio, in occasione della sua visita a Venezia per la Digital WeeK, dal comitati NO GRANDI NAVI e NO MOSE, attraverso un documento, consegnato al Premier, in quel frangente.
Ma Venezia non è posta, soltanto, di fronte ad un’urgenza democratica, ancor più drammatica è l’emergenza economico-finanziaria.
Il Mose, infatti, come ha scritto il giornalista Renzo Mazzaro nel libro I padroni del Veneto è stato una spaventosa “macchina mangiasoldi”, un’idrovora che ha sottratto a Venezia i soldi della Legge Speciale, quella legge che, a partire dalla sua istituzione nel 1973, doveva servire a difendere la città lagunare e concepiva la sua salvaguardia come protezione dell’intero ecosistema che la circonda e necessità di garantirne la sopravvivenza sociale ed abitativa.
Ebbene, dal 1973 ad oggi, grazie alla Legge Speciale, sono stati stanziati, dallo Stato per Venezia, 11 miliardi di euro. Di questi miliardi, quasi metà, a partire dal 2003, se li è mangiati il Mose e si è stimato che 9 (degli 11 miliardi) siano stati complessivamente gestiti dal Consorzio Venezia Nuova.
Oggi, Venezia non gode più di quei finanziamenti della Legge Speciale, risorse che, invece, sono indispensabili per la sua stessa sopravvivenza. Oltre al danno, la beffa.
Venezia, con i suoi 57.000 abitanti nel Centro storico, 21 milioni di turisti l’anno, 450 kmq. di laguna, non può, infatti, reggersi sola, con le sue sole entrate, sotto l’urto della pressione di un mercato sempre più aggressivo,
Ciò che, oggi, il Commissario s’appresta a fare è tagliare, dal Bilancio Comunale, la bellezza di 47 milioni di euro in 20 giorni, cosa che, senza imporre nuove tasse e difendendo l’attuale sistema di welfare (tra i migliori del Paese), è, matematicamente, impossibile fare.
Quello che il governo e il suo Premier devono, perciò, capire è che Venezia, e i suoi abitanti, non devono essere ulteriormente martoriati, ma, al contrario, immediatamente risarciti, perché essi, a partire dal taglio delle risorse della Legge Speciale, sono stati le prime vittime di questo malsano e corrotto sistema di potere.
Venezia ha, perciò, bisogno di un immediato intervento straordinario del Governo, e del Premier Renzi, che risponda alla situazione d’emergenza in cui versa, a cominciare dall’eliminazione della penalizzazione di 17 milioni di euro, inferta alla città per aver sforato il Patto di stabilità.
Subito dopo, andrà ripreso l’esame parlamentare delle proposte di riforma della Legge Speciale, a partire dal disegno di legge presentato dal Senatore Casson.
A Venezia, una vasta coalizione di forze democratiche chiede, inoltre, il superamento del regime di “concessionario unico” per le opere finalizzate alla Salvaguardia della città, l’abrogazione delle norme della Legge Obiettivo che consentono di limitare le procedure di Valutazione d’impatto ambientale e di superare i pareri delle comunità locali interessate dalle grandi opere, il superamento dell’attuale struttura del Magistrato alle Acque e il trasferimento dei suoi poteri, e competenze, al Comune di Venezia, la costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sul Consorzio Venezia Nuova .
Solo così la città migliore, quella che da anni si oppone a questo sistema di potere corrotto, subdolo e potente, e quella nuova, che in (e da) queste macerie sta nascendo, potranno uscire allo scoperto e avere la forza catartica di generare una nuova coalizione sociale, civile e politica, capace di liberare e governare Venezia e di prefigurare un futuro diverso per l’intero Paese.
Renata Mannise
Coordinatrice SEL Venezia Centro-Storico e isole
l'articolo è una versione ridotta di di un intervento più ampio che compare nel sito nazionale di SEL   http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/parliamo-di-venezia/   L'articolo è uscito sulla Nuova Venezia il 16/7 e sul Corriere del Veneto il 17/7

giovedì 17 luglio 2014

CAMBIAMENTO DEL BLOG: NON E' PIU' IL BLOG DEL CANDIDATO ALLE ELEZIONI COMUNALI

Penso che sia venuto il momento di cambiare il nome a questo mio blog "candidato alle elezioni..." non ha più senso, ma vorrei tenerlo aperto come luogo di possibile discussione/comunicazione/informazione sulle questioni politiche di cui comunque continuo ad occuparmi. Un po' alla volta lo modificherò in questo senso anche graficamente, ma intanto pubblico una nota che ho scritto in merito al lavoro svolto dagli insegnanti, all'orario e alle attività contrattualmente previste.

MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI? E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?

https://www.facebook.com/notes/paolo-romandini/ma-quanto-lavorano-in-realta-gli-insegnanti-e-davvero-un-privilegio-il-loro-orar/10202336961327345

MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI? E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?

15 luglio 2014 alle ore 12.42
MA QUANTO LAVORANO IN REALTA’ GLI INSEGNANTI?
E’ DAVVERO UN PRIVILEGIO IL LORO ORARIO CONTRATTUALE?
(Paolo Romandini, Padova, luglio 2014)

1)     PREMESSA
Mi è stato chiesto in questi giorni quali siano davvero i doveri contrattuali di un docente italiano, a norma di CCNL e nella realtà delle scuole italiane, per capire se siamo davvero dei privilegiati. Ho provato a fare una sintesi dal mio punto di vista, di insegnante e rappresentante sindacale (RSU) nella mia scuola (una scuola superiore di Padova).
Preciso che ho voluto appositamente evitare di affrontare tutti i problemi della scuola (entità degli stipendi e contratto bloccato,riforma Gelmini e tagli di organico, contenuti e qualità degli studi, questione della valutazione e del merito, prove INVALSI, le questioni relative al personale A.T.A. ovvero il resto del personale non docente, ecc.) per attenermi alla questione posta, e in poche pagine.
2)     CHI SONO I DOCENTI SECONDO IL CONTRATTO SCUOLA
Il CCNL vigente (2006-2009 tutt'ora non rinnovato e quindi ancora valido oggi) si occupa dei docenti specialmente al Capo IV, negli articoli dal 24 al 43, oltre a diverse altre parti con norme comuni al resto del personale della scuola.
I docenti vanno innanzitutto distinti tra scuola dell’infanzia (una volta definita materna), primaria (un tempo le elementari),secondaria di primo grado (scuola media) e di secondo grado (lesuperiori),suddivisi questi ultimi dal punto di vista economico in diplomati e laureati. Inoltre c’è il personale educativo dei convitti. Altra distinzione va fatta tra personale a tempo indeterminato (diruolo) e determinato (i supplenti,che possono avere contratti temporanei brevi o fino al termine delle lezioni o per l’intero anno scolastico).
Già qui è il caso di chiarire che l’anno scolastico non coincide con il termine delle lezioni: il primo va dal 1 settembre di ogni anno al 31 agosto del successivo. Invece il termine delle lezioni è fissato,con l’intero calendario delle festività, da ogni regione in circa 33 settimane di lezioni effettive (che non possono essere inferiori ai 200 giorni), e generalmente le lezioni iniziano tra il 10-20 settembre e finiscono entro il 7-10 giugno a seconda anche dei giorni festivi o domeniche. Dopo la fine delle lezioni iniziano gli scrutini finali (che per l’intera scuola durano circa 1 settimana, mattina e pomeriggio, e che sono obbligo di servizio per i docenti e quindi non conteggiati in alcun monte ore, anche se durassero 20/30 ore, ad esempio; ovviamente le ore di scrutinio dipendono dal numero di classiche un docente ha; generalmente si oscilla tra le 3-4 classi fino alle 9, per gli insegnanti che fanno lezione 2 ore per classe). Il caso degli insegnanti di Religione Cattolica (IRC) va considerato a parte, sia perchè contrattualmente molti sono stati recentemente parificati al personale di ruolo ma altri hanno diritti paragonabili al personale precario, sia perchè avendo 1 ora per classe alla settimana (a parte il primo ciclo) hanno generalmente 18 classi e quindi molti scrutini da svolgere. Ovviamente gli scrutini intermedi si fanno anche a fine trimestre (dicembre/gennaio) o quadrimestre(febbraio) e il tutto va moltiplicato per tutti per 2 o 3, a seconda della scelta delle scuole.
3)     LA FUNZIONE DOCENTE NEL CONTRATTO E L’ORARIO FRONTALE
La funzione docente (art.26) si articola in attività di insegnamento (art.28), attività funzionaliall’insegnamento (art.29), attività aggiuntive e ore eccedenti (art.30). Poi esistono alcune attività particolari come le Funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa (POF) e i collaboratori del dirigente scolastico (conosciuto familiarmente come preside) e altri tipi di collaborazioni meno diffuse.
La prima di queste attività, di insegnamento, è stabilita dal CCNL in 25 ore settimanali per i docenti delle scuole d’infanzia, 22 ore per la primaria (a cui vanno aggiunte anche 2 ore obbligatorie per la programmazione), e 18 ore per la secondaria.
Se un docente non completa totalmente tali orari con ore frontali di lezione (ad esempio perchè in quella scuola ci sono meno classi da coprire rispetto al numero esatto di ore) o gli viene assegnato un completamento orario in un’altra scuola (o anche altre 2-3, più spesso questo accade nella secondaria) o resta ‘a disposizione’ della prima scuola per svolgere obbligatoriamente attività necessarie (assistenza alla mensa,corsi di recupero o altre attività decise dal collegio docenti, supplenze dei colleghi assenti per pochi giorni; questo vale specialmente per la primaria, ma non solo).
Questo è il cosiddetto orario frontale (lezioni con le classi di alunni, nell’orario obbligatorio), quello che generalmente si considera l’unica attività degli insegnanti.
4)     LE ATTIVITA’ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO (IL SOMMERSO)
Invece ci sono anche le attività funzionali, in parte quantificate dal CCNL e in parte no. Queste attività sono definite dall’art.29“di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate” da essi. In pratica qui sta il cosiddetto lavoro sommerso dell’insegnante, che solo in parte può essere svolto a scuola.
Tali impegni vengono distinti in adempimenti individuali (preparazione delle lezioni e delle verifiche, e relativa correzione, rapporti con le famiglie) e collegiali. Queste ultime sono le uniche quantificate dal contratto nazionale: per le riunioni del Collegio docenti (tutti i docenti di ogni scuola) e le sue articolazioni (ad esempio gruppi di materie o la consegna delle pagelle alle famiglie a fine quadrimestre nella primaria) c’è un tetto massimo annuale di 40 ore (oltre le quali si potrebbe accedere a retribuzione aggiuntiva, si veda oltre). Altre 40 ore massime sono poi dovute per i consigli di classe (o interclasse, alla primaria)che possono essere molto variabili, come detto sopra, a seconda del numero di classi di un docente. Oltre a queste 80 ore vanno aggiunte le ore di scrutini ed esami, non quantificate ma obbligatorie. Sono poi considerati obblighi contrattuali dovuti la vigilanza degli alunni all’entrata a scuola, all’uscita e durante l’intervallo, nonchè il ricevimento delle famiglie degli alunni, generalmente 1 ora alla settimana più un paio di incontri all’anno per un intero pomeriggio.
Infine ci sono le attività aggiuntive e le ore eccedenti. Queste sono volontarie e regolate dalcontratto d’istituto (esistente dall’anno 2000, e sottoscritto da dirigente e RSU, ed eventualmente anche dai sindacati territoriali di categoria, dopo più o meno facili trattative sui diversi temi contrattuali, svolte generalmente fuori dall’orario di servizio e ovviamente non retribuite).
Quest’ultimo genere di attività (aggiuntive ed eccedenti) non sono obbligatorie (e quindi sonoretribuite in aggiunta allo stipendio base, attraverso il cosiddetto Fondo d’Istituto o appositi fondi specifici) e consistono in attività molto differenti, decise autonomamente da ogni singola scuola. In generale si articolano in 3 grandi categorie: attività progettuali, iniziative di recuperodegli alunni in difficoltà (confondo ulteriore per le scuole superiori per i cd. corsi di recupero) e attività aggiuntive funzionali all’insegnamento. I progetti possono riguardare la salute, l’orientamento, la biblioteca, l’informatica, certificazioni linguistiche, attività sportive, artistiche, culturali di ogni tipo, e sono rivolte agli studenti.Le attività funzionali hanno invece carattere più organizzativo (coordinatori di classe e di dipartimento, verbalizzanti, responsabili di plesso o di laboratorio, ecc.) oppure compensano particolari disagi lavorativi (servizio su più sedi scolastiche, orari particolarmente disagevoli o notturni/festivi, carichi di lavoro legati all’organizzazione del lavoro,ecc.).
5)     LE ATTIVITA’ AGGIUNTIVE E LA LORO RETRIBUZIONE
Alcune di queste attività sono comunque dovute (o meglio nella scuola qualcuno le deve svolgere ma il singolo docente può accettare o meno di svolgerle; però ad esempio non ci si può rifiutare di andare a lavorare in una sede succursale oppure il verbale delle riunioni va comunque scritto da un docente) e verrebbero comunque svolte da qualcuno anche senza retribuzione. Il Fondo d’Istituto quindi non fa altro che riconoscere a chi fa qualche cosa di più degli altri colleghi un compenso economico. Un ulteriore problema degli ultimi anni è che, a fronte di una miriade d attività nuove e vecchie, il fondo da cui attingere tale compenso è stato pesantemente decurtatodagli ultimi governi, fino ad arrivare ad essere un quarto/un quinto di quanto ammontava anni fa. Quindi il personale della scuola continua a fare i vecchi lavori (più molti altri aggiuntivi) ma con compensi aggiuntivi irrisori: per fare qualche esempio si può retribuire un’attività poco impegnativa anche soltanto con 17,50 € lordi (oppure 35 o 50€) per l’intero anno scolastico. Viceversa altri lavori aggiuntivi vengono retribuiti anche 2-3000 € (sempre lordi, grosso modo resta in tasca poco più della metà). Comunque questo è l’ordine di cifre (a parte casi molto particolari di scuole dove qualche docente accumula anche 10-15.000 € aggiuntivi annui, ma lì la responsabilità è della contrattazione d’istituto).
In conclusione l’orario di servizio, ovvero il tempo che un lavoratore della scuola è tenuto a svolgere a scuola, non coincide con l’orario di lezione, perchè comprende tutte quelle attività aggiuntive o funzionali, in larga parte dovute e solo in qualche caso retribuite in più.
6)     IL CALENDARIO SCOLASTICO E I FAMOSI 3 MESI DI VACANZA
Anche riguardo al calendario scolastico, come già accennato sopra, occorre precisare che il personale docente non è a scuola solo quando ci sono gli studenti, ma anche dopo la fine delle lezioni, per scrutini,esami, corsi di recupero, attività varie (a giugno e parte di luglio) oppure prima dell’inizio delle lezioni di settembre (alle superiori ad esempio a fine agosto si completano i corsi di recupero, si svolgono le verifiche degli alunni con ‘giudizio sospeso’ e si correggono, e si fanno gli scrutini) e infine si iniziano ai primi di settembre le riunioni collegiali, le commissioni, i consigli di classe, per programmare le attività di tutto l’anno scolastico. Generalmente in questo periodo si fanno anche eventuali corsi di formazione o aggiornamento, poichè non si possono sospendere le lezioni durante l’anno per questi motivi (un singolo docente può chiedere fino a 5 giorni per tali motivi ma è evidente che non possono contemporaneamente fruirne in tanti).
Quindi i famosi 3 mesi di vacanza degli insegnanti non li vede nessuno: tra metà luglio e fine agosto c’è circa 1 mese e mezzo,certamente più di quanto durano le ferie di molti altri lavoratori, ma non certo 3 mesi. Poi è vero, esistono le vacanze natalizie (circa 15 giorni) e le vacanze di Pasqua (meno di 1 settimana, da diversi anni). A questa distribuzione delle ferie e dei periodi disospensione delle lezioni occorre precisare che i docenti non possono prendere giorni di ferie durante l’anno scolastico (solo permessi per particolari motivi) dato che la scuola non può sostituirli con pagamento di supplenti. Esiste la possibilità teorica di fruire di 6 giorni di ferie, a condizione che ciò non comporti oneri economici per la scuola (in pratica si dovrebbero trovare dei colleghi che gentilmente attuano uno scambio di ore nei giorni necessari, ma poi tali ore vanno recuperate, generalmente in supplenze, capitolo dove le scuole hanno sempre carenza di disponibilità).
Da tutto questo ho lasciato fuori, perchè il contratto nazionale non ne parla in maniera specifica, legite scolastiche (che non prevedono retribuzione aggiuntiva ma molte responsabilità), gli eventuali incontri con équipe mediche o di psicologi o di assistenti sociali (per gli alunni con problemi di qualche tipo), gli incontri informali con familiari sempre con casi particolari (che aumentano sempre più nella scuola odierna, basti pensare ai disturbi dell’apprendimento, alle situazioni di handicap psicofisico, ai figli delle famiglie nomadi, ai figli degli immigrati da altri Paesi che spesso non conoscono la lingua italiana, ecc.). Tutto ciò non è retribuito a parte e l’orario è definito puramente dalla disponibilità umana del singolo docente.
7)     RIEPILOGO DELL’ORARIO SETTIMANALE (MEDIO)
Provando a riepilogare il carico orario di lavoro settimanale di un insegnante italiano (considero un docente di scuola secondaria poichè è a quelli che ci si riferisce quando si parla delle famose 18 ore e dopo aver chiarito che non tutto può essere scritto sul contratto nè nazionale nè d’istituto e che il discorso varia molto per secondaria, primaria e scuole d’infanzia –in queste ultime il calendario di attività con i bambini,tra l’altro, comprende interamente i mesi di giugno e settembre- che hanno comunque un orario settimanale frontale superiore: 22 e 25, rispettivamente):
-18 ore di lezione frontale con le classi;
-1 ora di ricevimento (più la frazione dei ricevimenti generali pomeridiani);
-2 ore settimanali: la frazione delle 80 ore collegiali dovute (80 : 10 mesi –da settembre a giugno- e diviso per le 4 settimane di 1 mese
-la quota di scrutini (facendo una media di 6 classi e 2 quadrimestri, circa 1 ora e mezzo a scrutinio: 18/20 ore all’anno, pari a mezz’ora alla settimana (da 0,2 a 0,7 se si hanno da 3 a 9 classi)
-vigilanza alunni (entrata, uscita, intervallo): 1 ora/settimana
- per la preparazione delle lezioni supponiamo una media di 4 ore di lezione al giorno e che bastino 15 minuti per classe (molto opinabile,ma supponiamo che delle volte si perdano ore e altre volte 5 minuti siano sufficienti), per 5 giorni, ovvero circa 200 ore all’anno: 5 ore/settimana
- per la correzione/preparazione dei compiti (molto variabile, a seconda anche della materia e delle persone), ipotizziamo 15 minuti per compito di ogni alunno e una media di 25 alunni per classe, 3 verifiche a quadrimestre (spesso sono di più), e solo 5 classi (in genere chi ha l’obbligo dello scritto ha meno classi, ma non sempre) fanno 4 ore e mezza/settimana(media molto ottimistica ma da considerare per tutte le settimane da settembre a giugno, e non in tutti i mesi si fanno verifiche) pari a quasi 200 ore/anno
-calcoliamo 1 sola ora media settimanale per l’insieme delle attività di preparazione delle riunioni collegiali (consigli, collegio, commissioni) escludendo chi ha incarichi particolari di coordinamento o altro, perchè le attività aggiuntive sono retribuite a parte con il Fondo d’Istituto.
-infine calcoliamo 1 ora/settimana per relazioniiniziali di programmazione e finali, tenuta registri, lettura delle circolariinterne e di proposte di attività da enti esterni e simili.
Tutto ciò fa 34 ore.
Non ho considerato appositamente gli esami e i corsi di recupero (perchè alle superiori sono retribuiti a parte, ma comunque sono lavoro sonante) nè tutti i tipi di attività funzionali aggiuntive (per la stessa ragione), nè quelle di aggiornamento (perchè troppo variabile individualmente), nè il tempo necessario per la scelta dei libri ditesto che richiederebbe un’attenta lettura, nè quelle attività non quantificabili di rapporti con persone/enti esterni alla scuola. Lascio all’immaginazione di chi legge una stima della quantità oraria settimanale.
Prima di arrivare alla questione delle 36 ore, occorre aggiungere che ogni 2-3 ore di lezione in più imposte a ciascun insegnante mediamente verrebbe assegnata una ulteriore classe, perchè questo è l’obiettivo del risparmio: far insegnare in un numero maggiore di classi ogni docente per pagare meno personale. Quindi non sarebbero solo le 18 ore (scuola secondaria) ad aumentare, ma anche tutto quanto implica avere 1 o 2o 3 classi in più (trascuriamo la qualità della relazione umana con gli alunni e la capacità di ri-conoscere fisicamente 300 ragazzi, =12 classi x 25 alunni,quando non sono 30-32): consigli di classe, scrutini, esami, correzioni, preparazione lezioni, colloqui famiglie, ecc.
8)     MA SAREBBE POSSIBILE LAVORARE DENTRO ALLE SCUOLE 36 ORE?
Infine va toccato l’ultimo aspetto: sarebbe possibile svolgere a scuola tutte queste attività, all’interno di 36 ore settimanali, oltre le quali l’insegnante non dovrebbe più far nulla per il lavoro una volta uscito dall’edificio scolastico?
Al di là del fatto che molte delle attività citate non possono sempre svolgersi in orari definiti o d’ufficio,  dal punto meramente logistico occorrerebbe che nel singolo edificio scolastico sussistessero alcune condizioni, finora mai viste nelle scuole italiane. Un luogo fisico dove appoggiarsi per scrivere,leggere, usare il pc, correggere compiti, avere i libri necessari e il materiale non solo cartaceo per la preparazione delle lezioni (computer,audiovisivi, LIM, enciclopedie, vocabolari, talvolta testi universitari). Si dovrebbe forse lavorare sui banchi degli alunni e sulle loro seggioline? anche col pc? perchè non esistono uffici disponibili, le stesse aule di una scuola sono in numero decisamente inferiore al numero dei docenti (ad esempio nella mia scuola –abbastanza piccola- ci sono oltre 70 docenti e le aule non arrivano a 30, infatti abbiamo bisogno di una succursale, come la grande maggioranza delle scuole italiane). Il materiale verrebbe poi fornito dalla scuola o come sempre il singolo si dovrebbe comprare carta, penne, accessori informatici e lasciarli a scuola? (dove?) Illuminazione e riscaldamento sarebbero ovviamente necessari per molte più ore delle attuali. Chi fornirebbe il pasto? (almeno quello di mezzogiorno, nella speranza che non occorra fermarsi fino all’ora di cena) pochissime sono le scuole con servizio mensa. E infine: se io non riesco a finire la preparazione delle lezioni dell’indomani entro le 36 ore, cosa faccio? il giorno seguente vado a scuola a dire agli alunni che il mio orario di  lavoro era finito e non posso fare una lezione seria? oppure improvviso qualche cosa ‘a braccio’? è questa la qualità che si vuole dagli insegnanti? finito l’orario, timbrare il cartellino e poi quel che è fatto è fatto, pazienza per gli alunni (e la dignità professionale dei docenti)? E se invece si superassero le 36 ore ‘certificate’dentro l’edificio scolastico, si configurerebbe come lavoro straordinario: si pensa forse di retribuire in più tali ore? o conviene all’Amministrazione lasciar perdere, perchè ci dovrebbe pagare tanto di quel lavoro finora sommerso che la spesa pubblica salirebbe un bel po’?

Padova, luglio 2014                                                                PaoloRomandini

QUASI 1 MESE DI BITONCI SINDACO (DI PARTE) DI PADOVA

https://www.facebook.com/notes/paolo-romandini/quasi-1-mese-di-bitonci-sindaco-di-parte-di-padova/10202239672295180

QUASI 1 MESE DI BITONCI SINDACO (DI PARTE) DI PADOVA

27 giugno 2014 alle ore 22.28
LETTURA DI PARTE (MA DALLA PARTE GIUSTA) DI ATTI, PROVVEDIMENTI, INTERVENTI DEL NUOVO SINDACO.

3 giugno 2014
Non era ancora sindaco, ancora per pochi giorni... 

Bitonci: "Negritudine? E' un movimento culturale"

http://video.gelocal.it/mattinopadova/dossier/videoforum-comunali-padova/bitonci-negritudine-e-un-movimento-culturale/30042/30122

8 giugno 2014
Questa in realtà è una lettera di consigli sulla questione, rivolta al Sindaco, non un atto del Sindaco
Lettera aperta al nuovo Sindaco di Padova (dal Comitato Mura di Padova)
http://www.muradipadova.it/lic/home/35-comunicati-stampa/498-lettera-aperta-al-nuovo-sindaco-di-padova.html
9 giugno 2014
(questa non sarebbe male, ma voglio vedere cosa ne sarà della 'finanza di progetto' tra un po' di tempo, ovvero della costruzione del nuovo ospedale da parte dei privati) 

Padova: Bitonci, nefasto il progetto di nuovo ospedale


16 giugno 2014 

Primo caso in giunta: l’assessore Grigoletto rischia il processo per le firme di Forza Nuova


18 giugno 2014

Rescisso il contratto delle auto blu. Micalizzi: «Risparmio di 3 mila euro»

19 giugno 2014

Vittoria dei commercianti, via i paracarri in via Verdi a Padova

Li aveva piazzati pochi mesi fa la precedente amministrazione per impedire il parcheggio selvaggio  http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/06/19/news/vittoria-dei-commercianti-via-i-paracarri-in-via-verdi-a-padova-1.9452070

24 giugno 2014

Nuova crociata di Bitonci: «Crocifisso obbligatorio in scuole e locali pubblici»


25 giugno 2014

Bitonci ordina lo stop alle palestre per il Ramadan


26 giugno 2014
'dimenticanza' nel primo consiglio comunale, di riservare il posto al Presidente della Commissione per la Rappresentanza delle Cittadine e dei Cittadini stranieri residenti a Padova

26 giugno 2014
contrario alla pedonalizzaziione del Portello ristrutturato.

Bitonci al Portello: «La piazza resta, ma metteremo nuovi posti auto»


27 giugno 2014

Profughi a Padova, Bitonci: "Stop arrivi a orologeria"

4 luglio 2014

Lotta ai mendicanti, Saia e Bitonci denunciati


lunedì 9 giugno 2014

La vittoria di Bitonci e la sconfitta di Padova.

Limitandomi al voto padovano e pur sapendo che l'analisi del voto richiederà una riflessione molto più approfondita, butto lì qualche pensiero derivante dalla sconfitta del centrosinistra a Padova.
Non si è colta la grande voglia di cambiamento, a qualsiasi prezzo.
Si è voluto proporre Ivo Rossi alle primarie, subìte più che volute dal PD, dato che Zanonato l'aveva già incoronato suo successore.
La sinistra padovana non è riuscita a proporre un'alternativa credibile a Rossi, dato che il percorso di PD2020 non si è mai allargato davvero a tutte le forze di cambiamento (quello di sinistra, perchè ce ne sono anche altri, di cambiamenti...) e non si è coagulato sul nome di Fiore. Insomma, non si è riusciti a creare a Padova un movimento in stile 'Pisapia'.
Già alle primarie l'affluenza è stata bassa e inoltre Rossi ha vinto, ma non stravinto.
Dopo le primarie la brutta vicenda dell'abbandono della coalizione da parte di Fiore e la troppa rigidità sulle proprie posizioni programmatiche da parte di Rossi. 
Durante le fasi precedenti e successive alle primarie e durante la campagna elettorale vera e propria (esclusi questi ultimi 15 giorni pre-ballottaggio) gli attacchi continui a sinistra da sinistra, a SEL che ha scelto di restare in coalizione, al PD che ha saputo proporre solo Rossi, alla sinistra tutta che non ha saputo unirsi, in una città che contiene diverse anime: una profondamente progressista ma minoritaria, una fortemente di destra, tendenzialmente razzista, xenofoba e reazionaria, e una terza che conserva larga parte dell'ex popolo democristiano, delle parrocchie, delle associazioni sportive, dei bottegai, degli affaristi, che si sposta verso sinistra o verso destra a seconda delle circostanze (se non riesce a portare gli altri verso di sé al centro). E da qualche anno va considerato il movimento grillino, che però non sembra aver sfondato in città.
Poi ecco le elezioni vere e proprie con l'enorme scarto tra voti alle europee e voti per le amministrative: il PD primeggia anche a Padova ma la differenza tra i 2 livelli è di circa il 15% e notoriamente a livello comunale contano molto le persone che si candidano, non solo le grandi idee nazionali, tant'è vero che una volta la sinistra era più forte alle amministrative che non alle nazionali. E poi la lista Tsipras che va bene anche qui da noi, ma lo scarto con i pochi voti delle sinistre (molto) divise alle comunali è rilevante, circa 2000 voti, l'1,5% in meno della lista Tsipras in città.
Molti errori materiali sulle schede (ma sia da una parte che dall'altra) specialmente sul voto disgiunto, un'affluenza al voto discreta per questi tempi, ma un deludente primo posto di stretta misura da parte di Rossi su Bitonci. Piuttosto scarsi i risultati anche di PD2020 (che sperava addirittura di arrivare al ballottaggio e invece si ferma sotto al 10%) e di M5S che non arriva neppure al 10%. Riguardo alla sinistra c'è il modestissimo risultato della candidata sindaca Ruffini con Rifondazione e infine quello di SEL, molto negativo perchè ampiamente inferiore sia in percentuale che in voti assoluti rispetto ai risultati precedenti (amministrative e politiche). Si arriverebbe appena a confermare 1 consigliere, se la coalizione vincesse e se non ci fossero apparentamenti. Invece, fortunatamente, Rossi si apparenta ufficialmente con Fiore (e anche con Colasio, ma questo forse non ha portato aria fresca e nuova alla coalizione); un problema è che non sappiamo quanti elettori di PD2020 abbiano davvero sostenuto Rossi: dopo mesi di attacchi durissimi non era facile accontentarsi del 'meno peggio'. Lo slogan scelto dallo staff del PD (MEGLIO IVO ROSSI) per il ballottaggio non ha certo causato la sconfitta ma lascia trasparire un'inconscia consapevolezza che il nostro candidato sia il meno peggio, non il migliore (qualcuno l'ha definito ipocrita, lo slogan). Una cosa a me è parsa evidente durante la campagna per il ballottaggio degli ultimi 15 giorni: mancava l'entusiasmo che facesse da collante di tutto il popolo del centrosinistra padovano, che mobilitasse davvero. 
E poi una campagna basata più sulla paura dell'avversario che sul valore del nostro candidato: ammetto che anch'io nel mio piccolo ho contribuito ma almeno qualche amico/collega mi ha detto che adesso l'avevo convinto/a ad andare a votare, Rossi ovviamente. Il problema credo sia che questo appello a evitare Bitonci ha funzionato a sinistra ma non in quell'area grigia che non vedeva niente di male se l'ex-sindaco di Cittadella, un leghista doc, avesse portato aria di 'cambiamento' a Padova. Di quale cambiamento, pochi spiegavano, ma in ogni caso non era il rappresentante della vecchia amministrazione, in consiglio da decenni e non troppo carico di carisma personale.
Ieri sera al seggio dove assistevo allo spoglio delle schede non ci riuscivo a credere.... 276 a 249 per Bitonci! fatto il totale delle prime 4 sezioni del mio plesso mi ero tirato su, Rossi in vantaggio di 25 voti su un totale di circa 1000 schede a testa. Pensavo a una battaglia sul filo del rasoio, che si sarebbe giocata su qualche decina di voti in tutta la città, e già questo era un brutto segnale, e invece no: era proprio peggio, avevamo perso, di migliaia di voti, quasi 7000, pari al 7% di scarto tra noi e loro. E così molti che avevano votato al primo turno per liste collegate a Rossi o comunque non per Bitonci, al ballottaggio hanno scelto la destra. Perchè?

mercoledì 21 maggio 2014

FAC-SIMILE SCHEDA COMUNALI. DOMENICA 25 SI VOTA!

COMUNALI si vota SOLO domenica 25 dalle 7 alle 23:
1) una croce su UN/A SOLO/A sindaco
2) una croce su UNA SOLA lista, collegata (quindi messa sotto) a quel sindaco oppure sotto un altro sindaco, in ogni caso una sola lista
3) NELLA STESSA LISTA nessuna preferenza, oppure una preferenza, oppure DUE PREFERENZE: UNA DONNA E UN UOMO (se scrivete due donne o due uomini vale solo la prima). In ogni caso NON si possono scegliere due liste diverse.
da Mariateresa Di Riso:
"Mio consiglio: DUE preferenze, ad una donna e ad un uomo che:
1. non cercano lavoro attraverso la politica, né per sè né per i loro cari: non saranno ricattabili e ricattati
2. non hanno padrini né padroni: non saranno ricattabili e ricattati
3. non sono scesi in campo ora a difendere il bene comune o salvare la patria: sanno che superman è morto
4. utilizzano più spesso il noi che l'io: sanno che superman non è mai esistito
5. incontrate più spesso nelle piazze, nelle sale, nelle librerie, nei musei, nei parchi che nei giornali o nelle tv: potrete chieder loro conto del lavoro che stanno facendo
6. sono o di destra, o di sinistra o di centro: che se ancora cambiano idea, o dicono che destra e sinistra non esistono, sono di destra e se ne vergognano pure"

domenica 18 maggio 2014

Lunedì 19 dalle ore 19 Intercultura. Piazzetta Gasparotto. Padova

Lunedì si svolgerà l'iniziativa di intercultura (prevista per il 30 aprile e rinviata a causa della forte pioggia), sempre in piazzetta Gasparotto (tra la stazione, via Valeri e parcheggio Boschetti) nell'ambito della campagna elettorale di SEL Padova 
- LUNEDI' 19, dalle ore 19.00 alle 23.30, in Piazzetta Gasparotto, SEMINIAMO DIRITTI - "FESTA DELL'INTERCULTURA", iniziativa di SEL-Uniti per Padova:
19.00 HAPPY HOUR - PRESENTAZIONE CANDIDATI
19.30 Anna Rita Di Muro legge brani di scrittrici migranti in Italia;
20.00-21.20 Tavola rotonda: La città interculturale CON: Adone Brandalise (filosofo, università degli Studi di Padova): Il dialogo e l'intercutlura Alessio Surian (pedagogista, università degli Studi di Padova), La pedagogia interculturale; Francesco Della Puppa (sociologo, università degli Studi di Padova): Le migrazioni bangladesi, fra lavoro e famiglia; Vincenzo Romania(sociologo, università degli Studi di Padova, candidato SEL): Le politiche comunali per le migrazioni
21.30 CONCERTI CON: ALCESTI (alternative rock, Treviso) DOMINIQUE (musicista di strada, Senegal)